18 agosto 2011

Camicia a fiori hawaiana e occhiali da sole scuri

Sulle spiagge del Brasile, con una camicia a fiori e gli occhiali da sole scuri
Voglio essere sincero: t'ho sognato e t'ho visto bene. Avevi un bel colore, eri davvero abbronzato. 

Eri in Brasile. Non ho idea di cosa tu facessi in Brasile con una valigetta di pelle marrone di queste serie e seriose che possono usare gli uomini dai 40 ai 50 che si sentono realizzati e felici nel camminare in città con una valigetta di pelle perché, la valigetta di pelle in mano lascia quella stupida idea ai passanti, che loro nella vita ce l'hanno fatta e che guadagnano un sacco di soldi. Beh io forse potrei diventare uno di quegli stupidi lì un giorno, ma tu non facevi così. Però eri là, al sole, con la valigetta in mano.

Non ti ho mai visto con una valigia in quel modo ma magari ogni tanto la usavi pure per cercare di rabberciare qualcosa che forse non si poteva più rabberciare perché quando le cose si strappano troppo diventa complesso rimetterle insieme e rifarle come erano prima, come se mai si fossero strappate. Chi lo sa. Non se ne sanno di cose a volte, e anch'io come molti, non le sapevo.

E poi la camicia celeste ma celeste azzurro intenso con i fiori rossi e gialli, tipo da festa hawaiana in spiaggia. Sì dall'abbronzatura, sembravi proprio in spiaggia. E dal sorriso sembrava che tu ti stessi divertendo, sempre con gli occhiali scuri da sole in dosso, come sempre. Sì, sì, eri contento, stavi bene.


Sono stato contento che mi hai voluto fare un salutino, anche se mi hai fatto piangere. Anche se mi si è stretto il cuore, anche se forse nemmeno ora ho capito, ho capito quanto corriamo tutti tra l'esserci e il non esserci. E quanto diamo peso a cose da niente e quanto c'incartiamo da soli nella vita e quanto sprechiamo tempo ed energia dietro al niente, dimenticandoci delle cose che contano davvero e dunque, dimenticandoci di tutto quello di cui non ci dovremmo mai scordare. E quanto a volte, anche soltanto esserci, senza dire niente, senza fare niente, quanto esserci anche solo con uno sguardo amico, quanto esserci sia importante. E cosa voglia dire non esserci.

Esserci vuol dire riempire uno spazio. Non esserci vuol dire lasciare un vuoto.

Lasciare un vuoto vuol dire lasciare qualcosa che va colmato, riempito. Esserci non essendo chissà chi o chissà cosa o chissà come, soltanto esserci. Esserci è importante, forse non l'avevo mai capito.

Mi rendo pure conto di quante profondità esistano dentro di noi, a noi stessi sconosciute e più facciamo finta che non ci siano per non volerci impegnare in ragionamenti strani e più riaffiorano. Mi rendo pure conto di quanto non si capisca che a volte, è meglio tirare un pochino il freno che uscire completamente fuori strada nella vita, che a tirare il freno ogni tanto non c'è niente di male e anzi, bisogna proprio frenare a volte.

Non si può andare più veloci della vita stessa. Non si può neppure vivere scordandoci dell'ordine delle cose anche se, sì sì, lo so anche io che è bello dimenticarsene a volte e fare come ci viene. Però un certo ordine delle cose esiste, e va ascoltato. Anche perché sennò, desolatamente, il non ascoltarlo mai o quasi mai si ritorce contro di noi, inaspettatamente.

Io te lo dico, voglio essere chiaro: ti porterò sempre con me. E dovunque andrò, ti prego, guardami le spalle e dammi una mano, te che ci sei già passato. Perché poi c'è un problema grosso che nemmeno dipende da me. Il problema è che quando mi guardo allo specchio, io rivedo te: sì lo so, ho sempre combattuto per far capire ch'io non sono te, sono me, ma è incredibile come senza volerlo, in qualche smorfia, in piccoli atteggiamenti inconsapevoli che forse avrò visto in te e che mi hanno sempre fatto sorridere e ce mi hanno sempre dato quella giusta adrenalina positiva, io rivedo te. E voglio portare la camicia come la amavi portarla sempre te, perché, da sempre, amo portarla pure io alla stessa maniera, e non per copiarti, ma solo perché mi piace. Temo anche che mi verrà la pancia un po' simile alla tua, ci sto lavorando ma non è facile.

Quasi che io fossi un altro pezzettino piccolo di te, che è rimasto qua. Senza volerlo, senza averlo chiesto. Di fatto, sei e sarai con me, dovunque metterò i piedi. Il tuo piede con il mio.

Grazie del saluto.

Ti stringo la mano come tu la stringesti a me nel giorno più bello della mia vita perché nonostante tutto, c'eri. E ti bacio, come baciasti me, per esserci, fino al nostro prossimo incontro. A presto.

E così oggi, dalla mia memoria,
scelgo il meglio della vita
e del suo veloce volo
che finisce come, sempre accade,
troppo presto

Qualcosa un po di te
mi è rimasto dentro.

Quasi che io fossi un altro pezzettino piccolo di te, che è rimasto qua.

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